Mercoledì 25 febbraio 2009, gli studenti della quinta classe dell’istituto “Maria Immacolata” di Ciampino hanno trascorso un’intera giornata a Roma visitando, nella mattinata, la mostra “Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio” al Palazzo delle Esposizioni e, nel pomeriggio, le rovine del Foro romano. Accolti da Michela, una guida del Palazzo delle Esposizioni, gli studenti hanno prima costruito, in laboratorio, una città etrusca fatta di mura, botteghe, strade, incisioni e vasi. Poi, hanno visitato l’esposizione che raccontava l’eccellenza delle civiltà etrusche del Lazio attraverso lo straordinario sviluppo dei suoi principali centri urbani: Veio, Cerveteri, Vulci, Tarquinia.

Dell’antica Veio, città specializzata nella produzione di terracotta per decorare i tetti degli edifici, vi era una suggestiva ricostruzione di una parte del Tempio di Apollo decorato con le Antefisse, maschere paurose che avevano una funzione apotropaica, ossia scacciavano gli spiriti maligni. Cerveteri era famosa per le architetture funerarie, mentre Vulci eccelleva per le sculture monumentali e le statue votive, donate per onorare gli dei. Di particolare rilievo erano, infine, le statue di Ercole e di Apollo, alcune tombe affrescate di Tarquinia e la tomba delle 5 sedie. Tra i reperti esposti nelle teche, c’erano vasi neri in ceramica impastata con il ferro (da cui il colore scuro), gioielli in oro, fibbie, reggi capelli, statuine di animali.
Ripreso il pullman, il gruppo ha sostato su via dei Fori imperiali per un veloce spuntino e per prepararsi alla seconda parte della gita: la visita al Foro Romano.La guida, un’archeologa di nome Paola, ha ricordato ai ragazzi la fondazione di Roma sul colle Palatino, risalente, secondo la tradizione, al 753 a.C. ad opera di Romolo che, dopo aver ucciso il gemello Remo, divenne primo dei sette Re della città. «In quel periodo – ha spiegato Paola - i Romani vivevano sui colli e scendevano a valle (chiamata Foro perché era fuori dai luoghi abitati) per scambiare merci e vendere bestiame. Dopo la caduta dell’ultimo Re di Roma e la proclamazione della Repubblica, il Foro divenne la parte più importante della città».
Nel periodo imperiale, il Foro raggiunse il massimo splendore: lì i Romani facevano politica, amministravano la giustizia, scambiavano le merci, seguivano le cerimonie religiose, festeggiavano i generali vittoriosi, incontravano gli amici per informarsi o anche solo per giocare sui gradini dei templi (è visibile ancora un’incisione), assistevano a spettacoli e a lotte tra gladiatori e bestie feroci.
Con la caduta dell’Impero romano, avvenuta nel 476 d.C., il Foro venne sempre meno utilizzato. A partire dal 608 fu, gradualmente, abbandonato fino a diventare un pascolo per le vacche. I Romani lo chiamavano, infatti, “Campo Vaccino”.
Gli scavi per il recupero del Foro ebbero inizio nell’800.
Durante la passeggiata al Foro, gli studenti di Quinta si sono soffermati, in particolare, su: il tempio di Vesta e la casa delle sacerdotesse vergini che avevano il compito di custodire il fuoco sacro, il Mundus o ombelico di Roma che si narra fosse la porta degli inferi, l’arco di Settimio Severo e la Via sacra, la tomba di Caio Giulio Cesare, l’imponente basilica di Massenzio. Proprio all’interno della Basilica, l’imperatore Costantino aveva fatto costruire una gigantesca statua con il corpo in legno e la testa, le mani e i piedi in marmo.
La guida ha efficacemente attirato l’attenzione dei ragazzi con curiosità, storie e leggende: i Romani avevano un prenomen, un nomen ed un cognomen; i dioscuri Castore e Polluce erano due gemelli uno mortale e uno immortale poiché uno dei due genitori era il dio Zeus; i militari tornati vincitori da una guerra sfilavano sulla via Sacra e passavano sotto archi gloriosi.
La gita è stata densa di divertimento e cultura e non sono mancati alcuni graditi fuori programma: i ragazzi hanno visitato la Fontana di Trevi e, passando per piazza del Quirinale, hanno ammirato la Fontana dei Dioscuri, la sede della presidenza della Repubblica, le Scuderie, il Palazzo della Consulta e una, inaspettata, sfilata di Corazzieri a cavallo.

