Da sabato 28 a lunedì 30 marzo, gli studenti della quinta classe dell’istituto “Maria Immacolata” di Ciampino hanno partecipato all’indimenticabile gita di fine anno scolastico. Accompagnati da genitori e docenti, gli studenti hanno soggiornato all’hotel Rivage di Sorrento, campo base per visitare alcune delle più significative testimonianze artistiche, archeologiche e naturalistiche della Campania.
Nel bene e nel male, ecco qui il “fedele” diario di bordo scritto dai partecipanti …
Sabato 28 marzo, ore 8, in 87 pronti a partire
La gita didattico-ricreativa di fine anno scolastico è cominciata con il raduno di studenti, insegnanti e accompagnatori in piazza della Pace, tra le 7 e le 7:30 di mattina. Effettivamente, siamo partiti alle 8. Eravamo distribuiti su due pullman secondo l’ordine alfabetico … a parte eccezioni.
Ci siamo divertiti anche durante il viaggio: chi era sul primo pullman, ha visto film, ascoltato musica e simulato la caduta dai sedili quando l’autobus curvava …; chi ha viaggiato sul secondo pullman ha cantato, suonato la chitarra, visto il panorama e letto libri. Per la confusione, un alunno ha addirittura perso il cellulare, ritrovato - fortunatamente – durante il viaggio di ritorno.
Visita alla Reggia di Caserta e passeggiata al Parco della “piccola Versailles del Regno di Napoli ”
Dopo 2 ore di viaggio, siamo arrivati alla Reggia Caserta e siamo stati accolti dalla guida turistica Concetta. Partendo dallo Scalone reale (foto), di questa splendida sede di rappresentanza voluta da Carlo III di Borbone, Re del Regno delle Due Sicilie, abbiamo visitato alcune delle numerose stanze: la celeberrima sala del Trono (foto), dove predominano il bianco e l’oro e, sul soffitto, affreschi raffiguranti scene di vita quotidiana della famiglia reale; le stanze delle quattro stagioni; la bibliot
eca palatina ricca di antichi testi, le sale da bagno e, infine, la stanza dove e allestito un antico Presepe napoletano.
Qualche curiosità: tra le pareti delle stanze si scorgevano porticine verso passaggi segreti; i lampadari erano bassi per consentire alla servitù di accendere e spegnere le candele; si contano 1200 stanze e 1790 finestre.
Gli auricolari per seguire la visita sono stati utili e, a volte, hanno provocato divertenti incidenti: bastava cambiare canale per sintonizzarsi sulla spiegazione di un’altra guida!
Terminata la visita, abbiamo consumato i panini portati da casa seduti sul prato del Parco reale. Nel pomeriggio abbiamo passeggiato nel parco affianco alle vasche e alle fontane del canalone fino alle Grandi cascate terminali.
Sistemazione all’Hotel Rivage di Sorrento
Come in ogni gita che si rispetti, non sono mancate le lamentele sull’Hotel: chi denunciava formiche e ragni nei bagni, chi laniccio sotto i letti, chi odore di chiuso o di fumo nelle stanze. Ma poi, tutto ha funzionato alla perfezione!
Gli spazi comuni erano ampi, la hall aveva la TV e il bar per trascorrere i rari momenti di relax. Il ristorante dell’albergo era ampio e ben organizzato. Le cene sono state gustose e abbondanti. Ma la colazione non era un granché: non c’erano i cornetti, il burro era troppo duro, il caffè, il latte e la cioccolata calda avevano uno strano sapore.
Domenica 29 marzo: mattina ad Ercolano, pranzo a base di pizza e pesce, pomeriggio a Villa Oplontis
Ercolano, città scomparsa come Pompei con l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., è stata recuperata a partire dai primi anni dell’800 grazie ad un’imponente campagna di scavi archeologici patrocinata da Carlo di Borbone.
L’archeologa Fiorella ci ha guidato tra i più importanti reperti di quello che un tempo era luogo di villeggiatura dei Ro
mani: i magazzini del porto, la case dei Cervi e quella del Tramezzo legno, la casa a Graticcio e quella del rilievo di Telefo (foto) e, ancora le botteghe del vino e dell’olio, le terme decorate di mosaici (foto).
Dopo pranzo, ci siamo
diretti - in fretta e furia mangiando gustose sfogliatelle
- a Torre Annunziata per visitare Villa Oplontis, sontuosa abitazione, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., appartenente a Poppea, moglie di Nerone. Qui abbiamo ammirato: i celebri e raffinatissimi affreschi (foto) rimasti intatti dopo tanto tempo; una porta carbonizzata; il triclinio ossia la sala da pranzo dove i padroni di casa ospitavano gli amici stando distesi su divanetti; il bagno collettivo. Gli scavi di Oplontis ed Ercolano, con quelli di Pompei, sono inseriti dal 1997 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Lunedì 30 marzo: sotto il sole di Capri, visita a Villa Jovis e all’Arco naturale
Dopo una notte di pioggia, sotto un sole provvidenziale, ci siamo imbarcati per Capri, un’isola a largo del golfo di Napoli staccatasi dalla punta della Campanella, estremità della penisola sorrentina. Dal porto abbiamo preso la funicolare e raggiunto la famosa piazzetta. 
Dopo una passeggiata di circa un’ora siamo giunti a Villa Jovis, dove si conservano i resti della residenza di Tiberio. Il panorama da lassù è strepitoso. 

Prima di salpare per Napoli, alcuni hanno visitato l’Arco naturale, una roccia risalente al paleolitico; alcuni hanno giocato sulla spiaggia vicino al porto.
La leggenda narra che Ulisse solcò questi mari abitati dalle sirene, le perfide ammaliatrici che con il loro canto distraevano i naviganti. Ulisse era curioso di ascoltarle ma non voleva rischiare, così chiese all’equipaggio di tapparsi le orecchie con la cera e, per non cedere al richiamo, si fece legare all’albero della nave.
A Napoli (foto del Vesuvio), abbiamo ripreso il pullman per Ciampino dove siamo arrivati intorno alle 23.